Ho appreso dai media (i Medici e gli studenti universitari non sono stati informati !) che  l’Azienda ospedale-università di Modena progetta di trasferire in futuro gran parte delle UO mediche e chirurgiche del Policlinico all’ Ospedale di Baggiovara più moderno e ampliabile, ma a 7 km dalla città.

Come Docente universitario di Geriatria in pensione ho cercato di organizzare  il  Policlinico di Modena del futuro tenendo presente che comprende anche l’ edificio molto  frequentato dell’ Università con la Biblioteca medica e il centro servizi con aule didattiche di qualità e anche laboratori di ricerca. Leggo che  il settore materno-infantile  rimarrà al Policlinico come il Pronto soccorso compreso quello pediatrico. Il Dipartimento Materno Infantile a Modena dedicato alla salute della donna, della madre, del neonato e del bambino avrà proprio al Policlinico un nuovo edificio a cinque piani in costruzione collegato al Policlinico (area adiacente al pronto soccorso), progettato per ospitare i servizi clinici e chirurgici dedicati, con standard avanzati di accoglienza e cura.

Non si deve dimenticare  che la Sanità e la Medicina per essere di qualità,  mettono al centro i bisogni dei pazienti che a Modena sono prevalentemente anziani (il 25% della popolazione modenese è anziana cioè ha più di 65 anni). Il Sindaco di Modena ha affermato che la Geriatria sarà attiva al Policlinico.

Dando per scontata la presenza al Policlinico di ambulatori specialistici, radiologici, counseling adeguati, mi sembra fondamentale che la struttura rinnovata diventi il punto di riferimento per le cure primarie e le cure intermedie dal punto di vista didattico-formativo. Esse riguardano soprattutto  gli anziani.  La presenza di una Casa di comunità e di una RSA didattiche sarebbe fondamentale per l’ educazione e formazione dei futuri medici, infermieri, fisioterapisti: sarebbero una sede didattica fondamentale, ora assente per il corso di laurea di Medicina e non solo; in questa potrebbe essere realizzato finalmente in appositi laboratori didattici l’insegnamento della telemedicina e della medicina digitale con l’ utilizzazione della intelligenza artificiale (IA). I futuri medici ed infermieri potrebbero apprendere la corretta compilazione della cartella clinica elettronica (CCE) e la puntuale compilazione del fascicolo sanitario elettronico (FSE) sempre più indispensabili per una buona sanità che valuta i suoi risultati operativi e anche i costi assicurando la continuità curativo-assistenziale.

Il Pronto soccorso attuale anche pediatrico dovrebbe ampliarsi agli anziani: una opportunità importante per fornire il corretto trattamento multidisciplinare ai tanti anziani che si recano al pronto soccorso; quindi il pronto soccorso geriatrico che consentirà una puntuale e qualificata gestione degli anziani magari utilizzando un robot per l’ iniziale compilazione della CCE che prevede anche la valutazione multidimensionale geriatrica.

La Geriatria al Policlinico disponendo di risorse adeguate e con la collaborazione delle cure primarie potrebbe realizzare un progetto per  prolungare gli anni vissuti in salute (healthspan); si potrebbe così migliorare la qualità della vita dei cittadini modenesi che dovranno però partecipare attivamente a questo progetto collaborando individualmente.L prevenzione longlife è fondamentale.

 

Sarà importante potenziare al Policlinico  il settore delle scienze motorie e della medicina dello sport  con attrezzature, palestre e personale qualificato al fine di creare laboratori-ambulatori per la corretta valutazione delle capacità di esercizio fisico delle persone di ogni età: ciò consentirà finalmente la corretta e qualificata prescrizione dell’ esercizio fisico che richiede metodologie e competenze. Si insegneranno con maggiore insistenza i corretti stili di vita e i loro effetti favorevoli sulla salute longlife.

La Pediatria e la Geriatria hanno molto più in comune di quanto abitualmente si riconosca: entrambe si occupano di persone con funzioni biologiche, cognitive, psicologiche e sociali  in trasformazione e richiedono un approccio medico che non può limitarsi alla diagnosi e alla cura delle malattie. La Pediatria accompagna la costruzione delle capacità funzionali; la Geriatria si occupa prevalentemente della loro conservazione, del recupero e della prevenzione del declino.

Dimensione Pediatria Geriatria
Approccio globale Sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e sociale Valutazione multidimensionale fisica, cognitiva, psicologica e sociale
Funzioni Acquisizione e maturazione Mantenimento, recupero e compensazione
Prevenzione Evitare malattie e alterazioni dello sviluppo Evitare malattie, fragilità, disabilità e perdita di autonomia
Valutazione longitudinale Curve di crescita e sviluppo Traiettorie funzionali e di capacità intrinseca
Nutrizione Favorire crescita e sviluppo Prevenire malnutrizione, sarcopenia e alterazioni metaboliche
Ambiente Famiglia, scuola, condizioni socioeconomiche Famiglia, abitazione, caregiver e contesto sociale
Autonomia Favorire l’acquisizione dell’indipendenza Preservare l’indipendenza e compensare le perdite
Organizzazione Pediatria territoriale, consultori, scuola Geriatria territoriale, Case della Comunità, assistenza domiciliare

Le traiettorie possono essere modificate da prevenzione, malattie, ambiente e interventi sanitari. In Pediatria si utilizzano sistematicamente curve di crescita, percentili e tappe dello sviluppo per riconoscere precocemente anomalie.

In Geriatria sarebbe utile applicare un principio analogo, utilizzando traiettorie individuali di forza muscolare, velocità del cammino, capacità cognitiva, mobilità e autonomia da riportare sul FSE. Il principio comune è misurare la salute nel tempo (traiettorie) ,anziché limitarsi a registrare le malattie: da applicare a tutte le età, in particolare negli ultracinquantenni.

La Pediatria dispone in Italia di un modello territoriale relativamente strutturato, con pediatri di libera scelta, bilanci di salute, vaccinazioni e sorveglianza dello sviluppo. La Geriatria, invece, è spesso organizzata soprattutto intorno alla gestione delle patologie, della multimorbilità, della fragilità e della disabilità già manifeste fino alla non-autosufficienza. Non può contare ancora su  un sistema nazionale altrettanto strutturato di bilanci periodici della salute funzionale nell’età adulta e anziana.

Questa differenza suggerisce una possibile innovazione: estendere il principio pediatrico dei bilanci di salute alla seconda metà della vita, adattandolo alla valutazione funzionale e alla prevenzione della perdita di autonomia.

La connessione può essere ancora più profonda: la Pediatria contribuisce a costruire una buona riserva funzionale e metabolica alle persone; la medicina dell’adulto dovrebbe mantenerla e contrastare precocemente i fattori di rischio; la Geriatria dovrebbe preservare le capacità residue, recuperare quelle compromesse e prevenire la disabilità.

Questo modello richiede l’utilizzazione delle risorse offerte  dal Fascicolo Sanitario Elettronico  sul  quale registrare gli indicatori semplici e confrontabili durante il corso della vita: antropometria, pressione arteriosa, attività fisica, sonno, numero di passi giornalieri, parametri metabolici e, progressivamente, misure funzionali appropriate all’età. Il FSE può costruisce traiettorie ad hoc che segnalano deviazioni anomale nel tempo:  se individuarle precocemente si potrà verificarne le cause per attivare interventi personalizzati.

La Pediatria è la medicina della costruzione delle capacità della persona ; la Geriatria è la medicina della loro conservazione e del recupero funzionale nella parte finale della vita.  Entrambe condividono una visione dinamica della salute, fondata sulla valutazione globale della persona, sulla prevenzione e sull’osservazione longitudinale.

La domanda che ne deriva è particolarmente rilevante per l’organizzazione sanitaria italiana: perché il sistema sanitario prevede bilanci di salute strutturati durante l’infanzia, ma non un percorso altrettanto sistematico di sorveglianza delle capacità funzionali durante l’invecchiamento.

Non si deve dimenticare il  gap fra gli anni vissuti globalmente e gli anni vissuti in salute: esso non tende a diminuire nel tempo  comportando spese enormi e scarsa qualità della vita dei pazienti  all’ interno delle cure a lungo termine o LTC.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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