A Bologna il Geriatra a domicilio: a casa in 72 ore e televisite salva Pronto soccorso
di Daniela Corneo sul Corriere di Bologna
Il progetto di Ausl e Policlinico Sant’Orsola: 16 geriatri pronti a intervenire su richiesta dei medici di base. Squadre con specialisti, assistenti sociali e infermieri.
Il geriatra adesso arriva a domicilio. In un tempo record, quando necessario, di 72 ore. Un progetto innovativo della Ausl e del Policlinico Sant’Orsola per prendersi cura degli anziani, sempre più numerosi e sempre più fragili, ed evitare di andare a gravare ulteriormente sui Pronto soccorso o di sottoporre i pazienti a ricoveri in ospedale che talvolta possono essere destabilizzanti a quell’età.
Una squadra di 16 Geriatri La task force delle Cure intermedie dell’Ausl, unica in Italia, è attiva già da tre mesi, finora ha assistito 700 pazienti ed è composta da 16 geriatri che di fatto supportano i medici di base nella gestione degli anziani che hanno bisogno di cure, ma che possono essere seguiti anche da casa o nelle strutture a bassa soglia dove sono ospitati. Quello dei geriatri a domicilio è un modello di fatto «elastico» plasmato sulle esigenze dei pazienti e preve diversi livelli di intervento: si va dalla consulenza telefonica fornita al medico di base dell’anziano, alle televisite, fino a vere e proprie visite a domicilio effettuate entro 72 ore dalla richiesta, una novità, questa, che la Ausl sta sperimentando nella città di Bologna dal 5 maggio.
A casa con infermiere, assistente sociale, medico di famiglia
La presa in carico è a 360 gradi: ci si prende cura sia degli aspetti clinici che di quelli socio assistenziali. Il geriatra, quindi, va spesso a casa dell’anziano accompagnato da un assistente sociale, da un infermiere o dal medico di famiglia e può visitare il paziente, eseguire prelievi, prescrivere medicinali (compresi quelli ospedalieri) e valutare i bisogni del paziente. Ma può anche richiedere il ricovero temporaneo in una cra o in ospedale, senza però passare dal Pronto soccorso.
Petrini, direttrice Ausl: «Modello nuovo»
«Stiamo rafforzando la presa in carico della cronicità della popolazione anziana — ha spiegato ieri alla presentazione del progetto la direttrice dell’Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini —. La funzione di geriatria non è più solo ospedaliera, ma anche territoriale e arriva fino al domicilio delle persone, laddove il medico di base o l’infermiere dell’assistenza domiciliare ritengano di aver bisogno della consulenza specifica del geriatra. Che, aggiunge Petrini, «opera anche nella fase di dimissioni per favorire percorsi di cure intermedie» in quella fase di post ospedalizzazione che per molti anziani può essere molto delicata e porta spesso a nuovi ricoveri poco dopo le dimissioni. Un modello nuovo che può avere come ricaduta, quindi, anche una diminuzione degli accessi al Ps per i più anziani.
Gibertoni, Sant’Orsola: «Approccio rivoluzionario»
«Se riusciamo —ha detto ieri anche la direttrice del Sant’Orsola, Chiara Gibertoni — determineremo un nuovo modello che potrà essere preso da esempio: è un approccio rivoluzionario perché nessuno ci ha mai lavorato in maniera così strutturale». Chiaro che, precisa Gibertoni, «l’ospedale resta un luogo imprescindibile per la gestione delle fasi acute e delle complessità più elevate, ma la trasformazione epidemiologica della popolazione ci impone di ripensare la presa in carico del paziente».
Valenti, Ausl: «Risposte nuove a bisogni nuovi»
E aggiunge Danila Valenti, direttrice del reparto Integrazione e della rete delle Cure palliative dell’Ausl: «Abbiamo creato un modello che abbatte i muri e porta sul territorio le competenze ospedaliere mescolandole con quelle territoriali. Si tratta di risposte nuove a bisogni nuovi che stanno nascendo».
In tre mesi 700 pazienti assistiti
In tre mesi il team (che segue anche i 17 posti letto della geriatria dell’Ospedale di Budrio, 57 Cra, con 9.800 pazienti con demenza senile nel territorio) ha preso in carico 682 pazienti attraverso 757 colloqui telefonici di monitoraggio e approfondimento, 381 briefing multidisciplinari e 589 visite domiciliari. Le situazioni complesse che hanno visto l’arrivo del geriatra in 72 ore, protocollo attivato per ora solo sulla città di Bologna, ha visto da maggio la presa in carico di 83 anziani.
daniela.corneo@rcs.it (Corriere della sera-Bologna)
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