Il movimento si prescrive. La salute si misura. Dalle raccomandazioni generiche a una vera terapia dell’esercizio nelle cure primarie
Una proposta per i medici di medicina generale, con particolare attenzione alla prevenzione della fragilità e alla vita in salute.
Non basta dire «si muova di più»
Se l’esercizio fisico fosse un farmaco, sarebbe tra i trattamenti più utili per la prevenzione e la cura di numerose condizioni. Eppure, nella pratica clinica, viene ancora troppo spesso affidato a un consiglio frettoloso: «Cammini di più». È ora di cambiare metodo. Il medico di famiglia può prescrivere il movimento con obiettivi, dose, tempi e controlli, come avviene per ogni altra terapia.
La sfida non è soltanto aggiungere anni alla vita, ma aumentare gli anni vissuti in buona salute, mantenendo autonomia e capacità funzionale.
Attività fisica, esercizio e sport: non sono la stessa cosa
L’attività fisica comprende tutti i movimenti che aumentano il dispendio energetico: camminare, fare le scale, lavorare in giardino. L’esercizio fisico è invece programmato, ripetuto e finalizzato a migliorare una capacità specifica. Lo sport aggiunge regole e, spesso, competizione. Per la salute contano soprattutto regolarità, adeguatezza e sicurezza del movimento.
La prescrizione in quattro lettere: FITT
| Elemento | Che cosa scrivere |
| F – Frequenza | Quante sedute alla settimana |
| I – Intensità | Quanto deve essere impegnativa l’attività |
| T – Tempo | Minuti per seduta e durata del programma |
| T – Tipo | Cammino, bicicletta, forza, equilibrio o esercizi adattati |
A questi quattro elementi vanno aggiunti progressione, eventuali pause di recupero, precauzioni e una data di rivalutazione.
Quale dose raccomandare?
Secondo le linee guida OMS del 2020, per gli adulti e gli anziani l’obiettivo generale è di 150–300 minuti alla settimana di attività aerobica moderata, oppure 75–150 minuti vigorosa, o una combinazione equivalente. Si aggiungono esercizi di rafforzamento muscolare almeno due giorni alla settimana. Per gli anziani, soprattutto se a rischio di caduta, sono importanti attività multicomponente con forza ed equilibrio almeno tre giorni alla settimana.
Questi sono obiettivi di riferimento, non soglie da imporre indiscriminatamente: per chi parte dall’inattività, anche pochi minuti sono un progresso. L’intensità e il carico devono essere adattati a capacità, malattie, sintomi e preferenze.
Che cosa dovrebbe fare il medico di famiglia?
Chiedere a ogni visita utile quanto il paziente si muove e quanto tempo trascorre seduto.
Valutare condizioni cliniche, capacità motorie, eventuale rischio di caduta, peso, altezza e circonferenza addominale.
Concordare un obiettivo realistico e gradito al paziente, anziché imporre un programma standard.
Consegnare una prescrizione scritta con FITT, progressione e modalità di controllo.
Verificare periodicamente adesione, difficoltà e risultati, coinvolgendo quando necessario fisioterapisti e professionisti dell’esercizio.
Un esempio concreto di prescrizione:
Persona adulta sedentaria, clinicamente stabile e idonea all’attività proposta: cammino a passo sostenuto ma compatibile con la conversazione, 15 minuti per 5 giorni alla settimana per le prime 2 settimane; aumentare gradualmente durata e frequenza secondo tolleranza, puntando nel tempo alle raccomandazioni OMS. Associare, dopo valutazione, esercizi di forza due giorni alla settimana. Rivalutazione dopo 4–6 settimane.
È un esempio illustrativo, non una prescrizione valida per tutti: in presenza di sintomi, limitazioni o condizioni instabili occorre una valutazione clinica individuale.
Perché funziona: benefici ben oltre il cuore
L’attività fisica regolare contribuisce alla prevenzione e al controllo di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, sovrappeso e alcuni tumori. Può migliorare sonno, umore, capacità cardiorespiratoria, forza e funzione fisica; sostiene l’autonomia e si associa a migliori esiti cognitivi. In età avanzata, conservare la mobilità significa anche contrastare fragilità, sarcopenia e rischio di cadute.
Anziani fragili e persone con malattie croniche: non escluderli
L’esercizio, opportunamente adattato, può essere utile anche in presenza di sarcopenia, dolore cronico e durante percorsi oncologici. Negli anziani fragili o confinati a domicilio il programma può partire da movimenti semplici, esercizi da seduti, trasferimenti sicuri e attività assistite. L’obiettivo iniziale può essere mantenere una funzione, non raggiungere un numero prefissato di minuti.
La supervisione e la collaborazione interdisciplinare sono particolarmente importanti nelle situazioni complesse. Per esempi di esercizi adattati è disponibile anche il libretto SIGG: https://www.sigg.it/wp-content/uploads/2020/04/Libretto-esercizio-fisico_def_compressed.pdf
La vera difficoltà è continuare
Le evidenze riportate nel testo di riferimento mostrano che i professionisti conoscono i benefici del movimento, ma la prescrizione è ostacolata da tempo limitato, formazione insufficiente, assenza di protocolli e scarsa integrazione tra servizi. Anche l’aderenza è difficile: migliorano le possibilità di successo quando il paziente sceglie attività piacevoli, riceve obiettivi raggiungibili, feedback e sostegno sociale.
Dal consiglio episodico alla traiettoria di salute
Il Fascicolo Sanitario Elettronico potrebbe diventare il luogo in cui registrare e confrontare nel tempo la prescrizione, l’attività realmente svolta e alcuni indicatori essenziali: passi giornalieri, capacità di cammino, forza, autonomia, peso e circonferenza addominale. Smartphone e dispositivi indossabili possono offrire dati complementari, senza sostituire la valutazione clinica.
È una proposta organizzativa, non una pratica già standardizzata: il suo valore starebbe nel rendere visibili i cambiamenti e nel correggere tempestivamente il programma.
Il messaggio per la medicina generale
La prescrizione dell’esercizio fisico dovrebbe entrare nella routine delle cure primarie: breve da compilare, semplice da capire, personalizzata e verificabile. Non basta misurare la malattia quando compare. Occorre misurare anche la salute mentre cambia, per conservarla il più a lungo possibile.
Riferimenti essenziali: il testo rielaborato a partire da: Atención Primaria. 2025;57(9):103308. DOI: 10.1016/j.aprim.2025.103308. Linee guida OMS sull’attività fisica e i comportamenti sedentari (2020). Studio RedExAP: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11226089/.
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