La medicina moderna è ormai quasi interamente medicina dell’età anziana e della cronicità; la fisiologia dovrebbe smettere di considerare l’aging una parentesi e assumerlo come il contesto biologico principale in cui la malattia si manifesta. Si spera che questa impostazione sia oggetto di dibattito accademico. L’aumento dell’aspettativa di vita e i progressi della biogerontologia stanno spingendo diverse facoltà a integrare la fisiologia dell’invecchiamento e della longevità direttamente nei corsi di base.
Comprendere come la riserva funzionale declina nel tempo prima della comparsa delle patologie è infatti essenziale per definire il confine tra invecchiamento fisiologico e patologico e per promuovere la salute lungo tutto l’arco della vita.
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