1. La distinzione tra peakspan e healthspan consente di superare una visione puramente negativa dell’invecchiamento, centrata solo sull’assenza di malattia.
  2. La healthspan descrive la durata della vita trascorsa in condizioni di salute e autonomia, mentre la peakspan richiama il periodo di massima efficienza biologica, funzionale e cognitiva.
  3. Il mantenimento della peakspan rappresenta un presupposto rilevante per ritardare il declino funzionale e prolungare la healthspan.
  4. In una prospettiva life-course, la healthspan dell’età avanzata è fortemente influenzata dal livello di riserva funzionale raggiunto e mantenuto nelle fasi precedenti della vita.
  5. La peakspan può essere interpretata come espressione della riserva fisiologica individuale, dalla quale dipende la capacità di resistere agli stress biologici e clinici.
  6. Non è sufficiente misurare quanti anni una persona vive senza disabilità; è necessario valutare anche il livello qualitativo e quantitativo delle funzioni mantenute nel tempo.
  7. L’obiettivo della geromedicina non dovrebbe limitarsi all’estensione della lifespan, ma includere il prolungamento della healthspan e, per quanto possibile, della peakspan.
  8. La traiettoria dell’invecchiamento dipende dall’interazione tra picco funzionale raggiunto, velocità del declino e capacità di recupero dopo eventi avversi.
  9. Una peakspan elevata può tradursi in maggiore resilienza biologica e in una più ampia finestra temporale di autonomia nell’età avanzata.
  10. Il concetto di peakspan introduce una dimensione prestazionale e preventiva nella medicina dell’invecchiamento, complementare al concetto più consolidato di healthspan.

La Geromedicina  ha obiettivi veramente rilevanti ; i suoi principi devono essere applicati durante tutta la vita

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